Ecco le verità su Cipro!

31 Aralık 2020

Dall’imparziale punto di vista di una giurista inglese: il problema di Cipro

 

I greci ciprioti affermano che il problema è iniziato quando i soldati turchi sono arrivati sull’isola. Questo pensiero è molto sbagliato perché l’arrivo dei soldati turchi era il risultato e non era la causa del problema.

 

Dr. Oliver Barış Bridge / Oxford, 28.12.2020

 

 

Michael Stephen è avvocato nella Corte Supreme del Regno Unito, lui è anche un avvocato specializzato nel diritto internazionale e ha anche lavorato come deputato nel Parlamento del Regno Unito tra 1992 e 1997. Ha tenuto la Harkness Fellowship in diritto internazionale presso le Università di Stanford e Harvard. E’ un giurista prezioso che ha lavorato come consigliere dell’ambasciatore del Regno Unito all’ONU. Stephen ha scritto un libro importante che si chiama ‘‘The Cyprus Question’’ (La Questione di Cipro). Il testo seguente è tratto dalle note d’archivio di Steven, che include un’interpretazione imparziale della questione di Cipro alla Camera dei Comuni del Parlamento britannico nel 2004. La questione è importante perché esso è ancora aggiornato nonostante gli anni siano passati.

 

LE VIOLAZIONI FATTO DAI GRECI SUI DIRITTI UMANI

E’ importante capire le eventi accaduti tra la fondazione della repubblica di Cipro nel 1960 e l’intervento di Turchia nella 1974 non solo per soddisfare la curiosità storica ma anche per capire se l’attuale status politico dell’amministrazione greco-cipriota e il suo riconoscimento da parte del mondo sono giustificati. Se i turco-ciprioti non si fossero ritirati dalle istituzioni della Repubblica per ragionevoli motivi e l’esercito turco non avesse invaso nel 1974 senza diritti legali e ragioni umanitarie, forse il mondo avrebbe ragione ad accettare l’amministrazione greco-cipriota come governo legittimo di Cipro.

 

Ma la verità è molto più diversa. Questa è una questione importante perché i greci ciprioti applicano l’embargo ai turco-ciprioti nei relazione di commercio, spor e comunicazione, grazie al riconoscimento dell’amministrazione greco-cipriota come il legittimo governo di Cipro da parte delle altre paese e gli istituzioni del mondo.

 

L’ex primo ministro britannico Sir Alec Douglas-Home ha scritto nelle sue memorie che se i greco-ciprioti non tratteranno i turco-ciprioti come esseri umani, avrebbero dato motivo per l’invasione e la divisione dell’isola. Secondo le memorie del sottosegretario agli Esteri americano, George Ball, l’obiettivo principale del leader greco-cipriota Makarios era di ‘‘impedire l’intervento turco e continuare a uccidere comodamente i turco-ciprioti da solo e da altri greco-ciprioti.

 

Ovviamente non avremmo mai potuto permetterlo.’’ Ma la verità è che né gli Stati Uniti, né il Regno Unito, né le Nazioni Unite, né altri, ad eccezione dei turchi, hanno intrapreso azioni efficaci per impedirlo. La caratteristica più sorprendente del problema di Cipro è che, sebbene i greco-ciprioti non riconoscano gli accordi internazionali ufficiali e violino enormemente i diritti umani dei turco-ciprioti, sono stati riconosciuti come il governo di Cipro con una padronanza piuttosto sorprendente delle pubbliche relazioni e, hanno convinto il mondo che i diritti di se stessi, e non dei turchi, sono sconfitti.

 

Come risultato di questo sono riusciti a far applicare un embargo che danneggia severamente i turco-ciprioti e paralizza le loro attività nel campo di commercio e comunicazione con le decisioni e ordini ufficiali unilaterali che emanati dalla Nazioni Unite e altri istituzioni internazionali.

 

Per oltre quattro decenni, i turco-ciprioti ei loro governi hanno dovuto affrontare uno dei problemi più difficili nelle relazioni internazionali; cambiare la mente di un mondo che ha frainteso i fatti e si è aggrappato a questo malinteso nel corso degli anni.

 

 

L’ARRIVO DEI SOLDITO TURCHI SULL’ISOLA ERA IL RISULTATO

I greco-ciprioti affermano che il problema di Cipro è iniziato con l’arrivo delle truppe turche nel 1974 e che se solo si ritirassero, il problema sarebbe risolto. Questo è un grave malinteso, poiché lo sbarco delle truppe turche è stata il risultato e non la causa del problema. Inoltre, ci furono in realtà due azioni militari nel 1974; la prima è stata fatta dalla Grecia e dai greco-ciprioti, essi poi hanno causato la seconda, fatta da parte della Turchia.

 

Secondo il giornalista greco-cipriota Aleccos Constantinides, i partiti politici grecociprioti DIKO e EDEK “si comportano come se il problema di Cipro fosse iniziato e terminato nel 1974. Non parlano dei precedenti colpi di stato. Il primo colpo di stato non fu nel 1974, ma solo pochi anni dopo che avevamo raggiunto la nostra indipendenza (nel 1960). Se non fosse stato per il primo colpo di stato, non ci sarebbe stato il colpo di stato del 1974.”

 

Un altro giornalista greco-cipriota, Stavros Angelides, ha scritto su Fileleftheros nel 16 settembre 1990 “Con il passare del tempo noi greco-ciprioti dimentichiamo o ignoriamo intenzionalmente gli eventi che hanno portato alla situazione attuale su Cipro. Noi dimentichiamo le nostre colpe e vogliamo insistentemente che gli altri ci portano diritto e giustizia nel modo che noi capiamo. Parliamo in generale e in termini vaghi di Risoluzioni ONU, e parliamo solo di quelle che ci favoriscono. Gli altri, come la Risoluzione 649 non sono equi – non li vogliamo – possono andare all’inferno.’’

 

I negoziati per l’indipendenza a Zurigo e Londra furono lunghi e difficili, ma nel 1960 fu concordato compromettendo tra tutti e cinque i partecipanti; Gran Bretagna, Grecia, Turchia, turco-ciprioti e greco-ciprioti. E’ stato deciso che la nuova Repubblica di Cipro sarebbe una Repubblica bicomunitaria con un unico territorio e un’unica Costituzione che incarnava un partenariato politico concordato tra greco e turco-ciprioti e che proibiva l’unione politica o economica di Cipro con qualsiasi altro Stato.

 

La struttura bicomunitaria era fondamentale negli eventi degli anni ’60, sulla base dei quali la Repubblica di Cipro ha ottenuto l’indipendenza e il riconoscimento come Stato sovrano dalla comunità internazionale. Di conseguenza, sin dal suo inizio, la Repubblica di Cipro non è mai stata uno Stato unitario in cui vi sia un solo elettorato con maggioranza e minoranza. I due popoli di Cipro erano politicamente uguali e ciascuno esisteva come entità politica, così come esistono sia stati grandi che piccoli all’interno della struttura dell’Unione europea. Tuttavia, non avevano gli stessi diritti costituzionali perché gli accordi tenevano conto del fatto che c’erano più greco-ciprioti che turco-ciprioti.

 

Il segretario generale delle Nazioni Unite Annan ha confermato nel suo piano per Cipro che “non è una relazione di tipo maggioritario e minoritario tra i turco-ciprioti e i greco-ciprioti, ma è un’uguaglianza politica in cui nessuna delle parti può rivendicare autorità o giurisdizione sull’altra”.

 

I turco-ciprioti, sapendo di non poter far rispettare l’accordo da solo, non avrebbe mai accettato di aderire alla Repubblica del 1960 se i greco-ciprioti non avessero accettato anche un trattato di garanzia che dava alla Turchia il diritto legale di intervenire, se necessario con le truppe. Le parti contraenti al trattato erano il Regno Unito, la Turchia, la Grecia e la stessa Repubblica di Cipro. I turco-ciprioti avevano visto cosa era successo al popolo turco di Creta sotto l’egemonia greca e sapevano che non ci sarebbe stato un futuro per loro su Cipro senza una garanzia militare turca.

 

I GRECO-CIPRIOTI NON AVEVANO L’INTENZIONE DI RISPETTARE LA COSTITUZIONE

Quando sono conclusi i negoziati, il leader greco-cipriota Arcivescovo Makarios ha detto: ‘‘Invio cordiali auguri a tutti i Greci e Turchi di Cipro, saluto questo l’Accordo raggiunto con gioia e proclamo con fiducia che questo giorno sarà l’inizio di un nuovo periodo di progresso e prosperità per il nostro Paese.’’ Tuttavia, è divenuto presto chiaro che i greco-ciprioti non intendevano rispettare la Costituzione e che il loro partecipazione in quel obbligo legale con i turco-ciprioti nel 1960 era stato un inganno. Il 28 luglio 1960 il presidente Makarios ha affermato che “gli accordi non costituiscono i nostri obiettivi: sono il presente e non il futuro. Il popolo greco-cipriota continuerà a perseguire la propria causa nazionale e plasmerà il proprio futuro secondo la LORO volontà.’’

 

In un discorso nel 4 settembre 1962 a Panayia, Makarios ha detto che “finché questa comunità turca che fa parte della razza turca, che è stata il terribile nemico dell’ellenismo, non sarà espulsa, il dovere degli eroi dell’EOKA non potrà mai essere considerato terminato. ” Sarebbe difficile immaginare una politica più vendicativa e razzista di questa. È anche una politica espansionistica greca – che proprio il stesso l’accusa che i greco-ciprioti hanno lanciato alla Turchia quando la Turchia è intervenuta dodici anni dopo per porvi fine.

 

George Ball cita Adlai Stevenson dicendo che Makarios, era “un connivente malvagio e inaffidabile, che nascondeva la sua venalità sotto i paramenti ipocriti di un leader religioso” e commenta che ” negli anni che lo conosco non l’ho mai sentito parlare di uno con tanto vetriolo.

 

L’articolo 173 della Costituzione di Cipro prevedeva municipalità separate per i turco-ciprioti nelle cinque città principali. I greco-ciprioti si sono rifiutati di obbedire a questa disposizione obbligatoria e i turco-ciprioti per incoraggiarli a farlo, hanno detto che non voteranno per alcune delle proposte fiscali del governo. I greco-ciprioti sono rimasti intransigenti, quindi i turco-ciprioti hanno portato la questione dinanzi alla Corte costituzionale di Cipro. La Corte consisteva di un giudice greco-cipriota, un giudice turco-cipriota e un presidente neutrale.

 

Nel febbraio 1963 l’arcivescovo Makarios ha dichiarato per conto dei greco-ciprioti che se la Corte si fosse pronunciata contro di loro avrebbero ignorato la decisione. Il 25 aprile 1963 la Corte si è pronunciata contro di loro e l’hanno ignorata. Il presidente della Corte (un cittadino tedesco) si è dimesso e la supremazia del diritto a Cipro è crollato.

 

Nel novembre 1963 i greco-ciprioti sono andati oltre e hanno chiesto l’abolizione di otto degli articoli di base che erano stati inclusi nell’accordo del 1960 per la proteggere i turco-ciprioti. Lo scopo era ridurre il popolo turco-cipriota allo status di mera minoranza, totalmente soggetto al controllo dei greco-ciprioti, in attesa della loro definitiva espulsione dall’isola. I greco-ciprioti avevano preparato un piano scritto per questo scopo, chiamato Piano Akritas.

 

Glafcos Clerides, futuro presidente greco-cipriota, ha scritto le sue memorie, intitolate “Cipro – La mia deposizione” in quattro volumi, pubblicate dalla casa editrice Alithia, Nicosia, 1989-91. In queste memorie ammette che non c’era bisogno di emendamenti costituzionali. Secondo lui, “Makarios, Capo dello Stato bicomunitario di Cipro, aveva deciso di procedere gradualmente, all’abrogazione unilaterale dei diritti concessi alla comunità turca dagli accordi di Zurigo e di Londra e di ridurne statuto politico a una minoranza, utilizzando prematuramente la scusa dell’inattuabilità di alcune disposizioni costituzionali.

 

Lui continua e dice che “una valutazione onesta della situazione del periodo 1960-63, separata dalla propaganda, porterebbe alla conclusione che non era necessario un cambiamento costituzionale”. Tuttavia, secondo Clerides, Makarios “ha rifiutato di accettare tutte le soluzioni pratiche che non sono emendamenti costituzionali” Clerides ammette che “il delicato periodo del 1960-63, quando entrambe le comunità stavano mettendo in dubbio la sincerità dell’altra sul loro reale impegno per l’indipendenza, non era il momento giusto per richiedere emendamenti costituzionali sulla base del fatto che la costituzione era impraticabile, quando in realtà non è stato possibile stabilirne impraticabilità.”

 

I greco-ciprioti affermano che gli emendamenti costituzionali erano inevitabili perché i turco-ciprioti hanno abusato del loro potere di veto, ma secondo Clerides: “i poteri di veto non sono stati usati né dal Presidente né dal Vicepresidente su alcuna legge o decisione della Camera dei rappresentanti.’’

 

Inoltre, dice che “non c’era stata difficoltà a promulgare le decisioni del Consiglio dei ministri e le leggi della Camera dei rappresentanti.’’ Clerides ha proseguito: “Se i turco-ciprioti resistano agli ‘‘cambiamenti unilaterali della Costituzione” dove i loro diritti sarebbero abrogati, le forze del ministro dell’Interno useranno la forza per reprimere la loro rivolta.” Nel 13 giugno 1965 il brigadiere George Karayiannis (l’ufficiale dell’esercito greco continentale allora al comando dell’esercito di Cipro) disse a Ethnikos Kiryx, un quotidiano di Atene, che: “Il presidente Makarios ha deciso (i) di procedere a preparare dei greco ciprioti per la guerra e di armarli, e (ii) di procedere con la revisione della Costituzione, inclusa la cancellazione del veto del vicepresidente [turco-cipriota]”. “Quando i turco-ciprioti hanno obiettato alla modifica della Costituzione,  Makarios ha messo in atto il suo piano e l’attacco greco-cipriota è iniziato nel dicembre 1963” – (brigadiere Karayiannis).

 

Il generale si riferisce al piano “Akritas”, che era il progetto per l’annientamento dei turco-ciprioti e l’annessione dell’isola alla Grecia.

Continua…

 

 

References:

Bridge, O. (2020, December 27). İngiliz hukukçunun tarafsız gözüyle: Kıbrıs sorunu. Retrieved
December 29, 2020, from https://aydinlik.com.tr/ingiliz-hukukcunun-tarafsiz-gozuyle-kibrissorunu-227192

 

Stephen, M. (2004, September 30). Written evidence submitted by Michael Stephen: WHY IS
CYPRUS DIVIDED? Retrieved December 29, 2020, from:
https://publications.parliament.uk/pa/cm200405/cmselect/cmfaff/113/113we45.htm#note 107

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